Teatro – Backstage (classe 2BP)

La promessa

Ve lo giuro, signore e signori,

a partire da oggi sarò

più socievole,

almeno per un po’

una persona perfetta, mai errori,

più dolce, più forte, più sicura,

più finta, più studiosa!

Altruista, forte, già detto?,

disponibile… ma fredda quando serve.

Determinata.

Più solare, aperta e felice, più partecipante,

in una parola: adeguata.

E poi sicura (già detto), bella, interessante,

che ride sempre, che non ride mai,

sempre gioiosa, silenziosa, disponibile, già detto, all’altezza,

più studiosa, già detto,

più attenta ai miei sbagli, aperta e fiduciosa

più sportiva,

più taciturna,

meno me stessa, più

come una barbie, come una di quelle galline della tv,

tanto seno e poco cervello, sai che bello,

più me stessa,

bravissima a scuola, grande atleta

insomma perfetta, perfetta, perfetta, sempre sui libri,

ubbidiente e che non esce mai,

zitta, muta, beneducata,

più alta, senza gobba, sempre allenata

a dire di sì

o no se serve

molto educata, intelligente,

tutta come mia sorella, che lei è perfetta

più attenta alle esigenze tue, sue, vostre, loro, altrui,

e poi alle mie,

più simpatica,

Testarda? Ambiziosa? Aperta? Bella.

Insomma mia sorella, certo non così

“carina, simpatica e spiritosa”…

un po’ diversa ma non so bene in cosa

più costante, più ordinata, più sicura di me,

meno gelosa, più attenta, più sicura, già detto, più impegnata a scuola

Scusate signore e signori mi sono dilungata

sarebbe meglio se dicessi meno cavolate

e fossi invece un po’ più…

un po’ meno …

più…

(facciamo metà e metà?)

…me stessa

 

 

TESTO di Nicole

 

Cammina! No? Perché no?

Cammina, avanti! Prova! È primavera, esci, dai!

Cammina, cammina in maglietta a maniche corte, cammina nei jeans rigorosamente stretti a evidenziare le curve perfette delle quindicenni cresciute in fretta.

Attira gli sguardi. Fai ballare gli ormoni. Cammina.

Ma camminaci tu, in mezzo a persone così, quando tu, così, non sei neanche un po’.

Cammina tu tra loro, poi mi dici com’è!

Figurati, per voi è tutto facile. Tu ti guardi a destra e a manca e fai un ordine, come al supermercato, come al ristorante: alta, bella e magra, grazie!

E così va, perché secondo voi è normale che così vada…

Che vi frega, a voi, delle ragazze che si coprono con l’asciugamano in spiaggia, di quelle che mettono solamente vestiti larghi?

Che ne sapete voi della vergogna, della voglia di nascondersi agli occhi degli altri?

Che ve ne frega a voi?

Dopotutto ci sono già donne pronte a mostrarsi senza vergogna né pudore.

Guardale! Sono alte, belle e magre. Non hanno cervello ma che importa, perché farsi problemi?

Tanto ci sarà qualcuno, qualcun altro, che prima o poi maturerà, no?, qualcuno che si guarderà intorno e capirà… che saprà vedere al di là dell’apparenza… è questo che la gente ripete.

Prima o poi…

Ma l’adolescenza è oggi, non “prima o poi”. L’adolescenza è oggi, per quelle ragazze nascoste dietro una maschera di cera, e loro vorrebbero viverla oggi, sentire le emozioni sulla pelle, imparare a esser curiose…

Le vedi? Sono ragazze normali, le stesse ragazze che escono con gli amici, che scherzano, sono le stesse che si imbarazzano ridendo e non dandolo a vedere… provano a vivere. Hai capito? Vivono. Vivono al di là dei canoni, al di là dei desideri di chi non guarda nulla oltre a tette culo e forma del bacino, al di là di una bellezza che sono altri a volere.

Quelle ragazze, queste ragazze, vorrebbero credere in sé e non possono, vorrebbero camminare sicure in mezzo alla gente e non possono… vorrebbero sapere che le persone intorno a loro le vedono, che le vedono veramente, non con gli occhi di chi apprezza solo i piani strutturati delle modelle televisive.
Tu, ragazzo, tu che per primo ridi e scherzi, chieditelo: quante persone cancello? Quante persone ho cancellato oggi, o ieri, senza neppure accorgermi, con un mezzo sguardo, con una mezza frase? Chieditelo.

Perché sappi questo: se c’è anche solo una persona che si vergogna di se stessa, abbiamo perso tutti.

 

Vorrei

Vorrei avere i capelli rosa shocking, se si può!

E prendermi una vacanza da me stessa.

Non dovere sempre mantenere il controllo.

Il mio corpo è davvero questo qua? Non ne sono sempre sicura: è come se facessi cose che non faccio, dicessi cose che non dico, come se gli altri vedessero una cosa che non sono.

Sono davvero io questa qua?

O piuttosto mi hanno rapito gli alieni e scambiato con qualcos’altro…?

Alta bella e magra, grazie, se si può.

Ma senza essere scema, grazie. Come sono adesso, stessi pensieri, stesso carattere, solo, alta bella e magra, come ho detto, ah, se possibile mangiando quello che mi pare. Me stessa ma meglio. Me stessa deluxe.

Non che io segua la corrente, eh, sia chiaro. Io sono io. Ma guardatemi però!

Vorrei solo essere sicura di me, delle cose che dico. Andare in giro a testa alta.

Sicura che le altre persone mi vedano, vedano quello che c’è veramente.

Così sicura che, se voglio, posso essere goffa. Che, se voglio, posso piangere.

Dovrei mettermi lì e fare un piano: più tette, o almeno più scollatura, più trucco, più femminilità. Però se non trovo il tempo per farlo, un motivo ci deve anche essere…

Non mi piace sapere che non vado bene. Vorrei sentirmi adatta e giusta così come sono, gli altri pensino quel che vogliono. Non voglio più dovermi sentire fuori posto. Potrei anche finire per piacermi, chissà…

Vuoi che io sia me stessa? Ma perché dovrei, scusa, io non mi piaccio! Perché non mi piaccio? Il perché non lo so!! Come vorrei essere? Ma che domanda è? Non lo so come vorrei essere… facciamo che mentre ci penso resto così…

 

 

La vetrina

Devo smettere di vestirmi di nero? Però sta bene col ciuffo alla teletubs che oscilla al vento…

Ho dei capelli orrendi… sembro una pazza con una criniera…

Cazzo mi è cambiato colore ai capelli! Ah, no, non sono io, è la ragazza del negozio che sistema i manichini…

No! Il dietro del giubbotto si è sporcato, ma come ho fatto? Adesso chi la sente la mamma…

Maledette vetrine! Non so cosa ci mettono in quei vetri, ma mi ingrassano…

‘cidenti se è sporco questo vetro! a parte la polvere non si vede nulla…

Goffa, trucco sbavato, per niente attraente… vedono questo, gli altri, quando perdo il controllo?

Questi occhiali non mi piacciono per niente. Non so perché li ho presi…

Ottimooo! Figura orribile, rotolini in ogni dove, fianchi giganti: sembro uscita da un film horror di bassa qualità.

Papà? Che ci fai qui?

Eccoci! sono ingrassata, ho troppi brufoli, devo mettermi a dieta….

Ho una macchia sulla camicia nuova. Oh, beh, per fortuna è della mamma.

Ho preso qualche chilo, un po’ di ciccietta…

Fantastiche quelle scarpe tacco 10! Come si fa a metterle però..?

Com’è magro il manichino… da lunedì dieta.

Dovrei tornare in forma..

Oggi sembro più magra e più alta. Non so perché ma… ottimo!

Toh, e gli orecchini? Quando li ho persì? Certo che sono ingrassata…

Che faccia bianca!

i capelli sono completamente in disordine. e io?

Dopo la doccia mi sento meglio, non sono poi così male

 

SCENA INIZIALE (LA MAMMA AL TAVOLO E LE DUE SORELLE CHE ENTRANO DAI LATI)

 

  • Mamma ho preso 3…
  • Mamma ho preso 9!
  • Ehm, ehm, mamma ascolta, io domani dovrei uscire…
  • Uscire?! E con chi dovresti uscire scusa?
  • Con la mia compagnia, mamma.
  • La tua compagnia, non dirmi che quei barboni con cui giri li consideri tuoi amici.
  • Si mamma sono miei amici e io domani esco con loro!
  • No cara, tu domani rimani in casa a studiare, visto che da oggi hai un altro 3 da recuperare!
  • Uffa mamma, ma se non esco adesso quando dovrei uscire scusa?
  • Senti tu non puoi venire qua, dirmi che hai preso l’ennesimo 3 e poi chiedermi se puoi uscire, è chiaro che la risposta è no! Prendi esempio da tua sorella, guardala, è una figlia modello, studia sempre, porta ottimi risultati a casa, è intelligente, esce solo dopo aver fatto il suo dovere, aiuta in casa, fa compagnia alla nonna, fa sport, si è messa a dieta, è educata, carina e spiritosa, è sempre disponibile, ha dei progetti, legge. Tu invece non fai mai niente! (esce di scena)

 

CAMBIO SCENA (LE DUE SORELLE SI SIEDONO SUL TAVOLO E PARLANO)

 

  • Dai Ludo non fare così, in fondo la mamma ha anche un po’ ragione, insomma non puoi tornare a casa, dire che hai preso (di nuovo) un 3 e poi subito chiederle se puoi uscire.
  • È facile per te dire così, ti adora.
  • È facile?! Credi che sia facile portare addosso il peso della perfezione?
  • Ah perché adesso vuoi farmi credere che sia difficile?
  • È difficile si! Essere sempre all’altezza delle aspettative, per non deludere mai nessuno è faticoso, ma forse tu non lo sai perché nessuno si aspetta mai qualcosa da te…
  • Scusa hai ragione, è che a volte vorrei tanto essere come te, così almeno nessuno mi romperebbe più le scatole…
  • Io invece ci sono giorni in cui mi piacerebbe essere come te, fregarmene di ciò che pensa la gente, uscire, avere dei ragazzi, non preoccuparmi solo della scuola, essere libera, tu hai tutto questo.
  • Beh dai se vuoi possiamo scambiarci.
  • Eh magari (occhiata complice)

 

FINE SCENA

 

 

TESTO Claudia chiama Erika al cellulare.

 

Erika: Pronto?

Claudia: Oh ciao Erika! Fortuna che hai risposto! Ti devo parlare , cioè, devo parlare con qualcuno…urgentemente! Ho questa cosa che continua a tormentarmi…continua, continua e io non so che fare…Non so cosa fare!!

Erika: Calma Claudia, su dai raccontami, anche se sono al super mercato… Stai calma però e fai in fretta!

Claudia: Ok..cioè è una cosa un po’ strana da spiegare, e anche da chiedere, cioè insomma…

Erika: Dai su Claudia dimmi…

Claudia: Allora ogni volta i miei parenti, i miei genitori…Tutti! Mi dicono che dovrei essere me stessa ecc. …Ma non voglio esserlo! Perchè dovrei?? Io non mi piaccio, per niente! Non voglio essere come sono ora!

Erika: Dai Claudia, fai un bel respiro ed apri i tuoi chakra…Vedrai che tutto si risolv…

Claudia: NO! Io non mi piaccio e non si risolverà nulla…neanche se apro tutti i chakra del mondo!…Pronto Erika??!

 

Per sbaglio Claudia chiama anche Lucia.

 

Lucia: Pronto? Chi è? Che vuoi?

Erika: Pronto? Ma chi parla??

Claudia: Oh ciao Lucia! Che bello ci sei anche tu…un’altra persona con cui parlare! Quante buone amiche che ho!

Lucia: Ma io in realtà stavo dormendo e vorrei…

Claudia: No Lucia ascoltami anche tu ti prego! è una cosa molto complicata e non riesco a capirci nulla. Io non mi piaccio, non mi accetto per quella che sono e…e…non so nemmeno il perché! No, no, no, no, no…io non ce la faccio, troppo stress, troppo…troppo tutto! Ho bisogno di altre persone! Ho bisogno di altro tempo!

 

Claudia chiama Carmen e Giulia.

 

Giulia: Pronto?

Carmen: Claudia? Cosa c’è?

Claudia: Carmen , Giulia ciao! Voi dovete aiutarmi..ho bisogno del vostro aiuto!

 

Saluto tra Erika, Lucia, Carmen e Giulia.

 

Claudia: Ok ragazze ora basta salutarsi! Dobbiamo parlare del mio problema..di quello che vorrò essere in futuro…Di ciò che vorrò fare, diventare. Ahhhhhh, non riesco, non riesco, non riesco…Non so cosa devo fare! Devo trovare una personalità che mi vada bene…ma quale? Dolce, arrabbiata, disponibile, solitaria oppure, oppure…Non lo soooo!!

Erika: Claudia calmati!

Lucia: Cerca di rilassarti!

Giulia: E se ne parlassimo domani?

Carmen: Sì, giusto. Magari davanti ad una bella tazza di camomilla.

Claudia: Già, sì…avete ragione! Ci penserò con calma domani, senza pressioni, senza…senza niente. Ecco sì! Facciamo che mentre ci penso resto così! Tanto ci penseremo tutte insieme domani vero? Davanti ad una tazza di camomill…Oh no! No no no no no no no no no…NO! Domani è tardi, non c’è tempo…devo scegliere immediatamente, ora, subito! Oh no! Cosa faccio, cosa scelgo? Io…Tu..Voi…Gli altri…Il mondo…questo…quello…io…io…

(Claudia sviene)

 


 

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