2A – Wolf Ferrari

CERCHIO MONDO

“tutti i mondi sono possibili”

 

Un giorno un gruppo di viaggiatori si ritrovò in un luogo speciale.  Erano intenzionati a partire; per prima cosa si passarono di mano in mano un filo per augurarsi buon viaggio e ricordarsi che erano collegati. Così costruirono un ricamo, che ad ognuno sembrò una cosa diversa:  una ragnatela, il sigillo di oricalcus; un pasticcio; una ragnatela con ragni sopra i fili; uno scarabocchio, fili dell’elettricità, un sole con le toppe; la capanna; un’amaca; una pista da pattinaggio; una stella arcobaleno; una rete per i pesci; atlantis; una pista di motocross, una galleria, una catastrofe, una trappola, delle crepe, dei laser.

Il ricamo si trasformò in un cerchio – partenza che facesse da punto di riferimento per tutti. Ascoltarono insieme fino in fondo il suono di una campana. Certi ormai di saper ascoltare, fecero poi una danza propiziatoria per il proprio viaggio, chiedendo la forza del vento, del fuoco, della terra e dell’acqua.

Dapprima viaggiarono vicino. Ciascuno esplorando i movimenti tondi del suo corpo  e la bolla intorno a sé (cinesfera), cercandone i confini: c’erano bolle grandi, bolle piccole, bolle leggere, bolle pesanti, bolle cangianti, … Di ogni luogo speciale che incontrano presero nota: le linee, i colori, i dettagli disegnarono il mondo personale che ciascuno  portava con sé.

Ogni tanto si fermavano per riposarsi : stendevano i loro mondi sul filo come dei panni e qualcuno raccontava la sua storia. Tutti gli altri lo ascoltavano con attenzione, fino in fondo. E poi facevano molte domande incuriositi. Un giorno il vento era così forte che si portò via due dei mondi stesi. Ma per fortuna i viaggiatori avevano buona volontà, e fecero in fretta a ricostruire il mondo smarrito, che era rimasto ben presente nella loro memoria.

Racconta che ti racconta, a sentire di tutte quelle terre mai viste,  a tutti, uno dopo l’altro, venne voglia di viaggiare un po’ più  lontano. Ma come fare?

A qualcuno venne un’idea! Da tempo, essendo dei viaggiatori raccoglitori, accumulavano le cose speciali che trovavano in giro al centro del cerchio- partenza, come se fossero dei tesori. Ecco! Finalmente tornavano utili! Ciascuno avrebbe costruito il suo mezzo di trasporto per scoprire cosa ci fosse oltre al proprio mondo.

Ii viaggiatori si trasformarono in costruttori provetti, e avvenne come una magia. Lo spazio si riempì di trasportatori. Cadenzando il tempo raccontandosi storie sempre più lunghe sui loro mondi di provenienza e i loro abitanti, passarono quasi un mese a costruire ed assemblare.

Che voglia di viaggiare, di scoprire!

Un giorno in fretta in fretta fecero la valigia, mettendoci dentro le cose più preziose.

Salirono ciascuno sul proprio trasportatore e, come in una danza, viaggiarono da un paese all’altro lasciandosi dietro una scia colorata, per non perdere la strada di casa. Senza volerlo dipinsero la mappa della loro galassia, colorata come un dipinto d’artista.

 

Laboratorio realizzato da Silvia Rusignuolo e Barbara Colangelo

 

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